
Can't turn back time (shimoda7)
Tempo come dissolvenza di un’anima pregna di lascive cicatrici, immagini-istanti che ne rimembrano il passaggio. C’è forse un modo per racchiudere la certezza di ciò che siamo stati in un presente, che pensato è già passato, proteso nell’incertezza ed aleatorietà del futuro? Si ha sempre la sensazione di non averlo vissuto abbastanza nel suo tirannico dominio, di aver dato sempre troppo poco, di non aver mai spremuto fin in fondo le nostre potenzialità… dove potevano realmente arrivare e dove siamo ora. Non finiamo mai di imparare, mai di sbagliare, sempre pronti a saper come agire la prossima volta, protesi nel divenire di un presente arido. I vincoli del passato sono le orme indellebili dei nostri passi, che non si riescono a cancellare… e che purtroppo condizionano non solo noi stessi ma ciò che vorremmo che se ne mostri. Lì dove c’è, poi, il nostro cuore con le sue, irrazionali, ragioni, che comanda, condiziona, spinge, persevera, stravolge fino alla necesserietà di un’azione inevitabile.



No comments yet
Feed dei commenti di questo articolo