Nome in Codice: “Alena”

Alena è un nome di fantasia di una persona reale, una ragazza molto carina, colta, con cui stavo quasi per… prima che mi dicesse che… anche se avevo deciso di continuare nonostante… scoprilo leggendo.

Biondina, molto trendy, capelli a coda di cavallo, occhi verdi, alta circa 1.75, complessivamente davvero molto carina… ci siamo conosciuti in stazione, io dovevo fare un veloce “botta&via” in treno giusto il tempo di scendere, prendere della documentazione, ribeccare la coincidenza e scappare nella mia stanza condizionata in quella giornata davvero afosa. La cosa tra l’altro, vuoi per il caldo, vuoi per altri impegni, vuoi per semplice noia, non mi andava molto… e ciò non mi rendeva certo molto propenso nei rapporti interpersonali.

Ero arrivato in anticipo in stazione, visto l’orario (15:30) ed il Sole che batteva in maniera spietata in quello scenario stracolmo di cemento e privo di alberi, decido di andare a prender qualcosina nel bar della stazione, mi ristoro con un gelato e con l’aria condizionata, do uno sguardo agli sms alcuni ricevuti tramite Twitter, faccio un paio di telefonate e vado ad aspettare il mio diretto. Non avevo molta “compagnia” a parte una persona anziana e dei rom in fondo, pronti a salire nell’ultimo vagone, ed il sonno incominciava a farsi sentire. Ad un certo punto sento una voce femminile dietro le mie spalle che mi chiede se si trovava sulla linea giusta, non girandomi, con lo sguardo proteso chi sa verso quale “infinito”, le rispondo, … , dopo un po’ sento una seconda domanda, quivi sbuffando mi giro quasi a voler far intendere “lasciami in pace“, ma rimango di stucco per angelico aspetto che mi si protrae di fronte, esaltato anche da quella giornata incredibilmente luminosa e “calda”. Lo sbuffo si trasforma in sorriso appena accennato, lo sguardo annoiato si rinvigorisce, i toni della voce si fanno più bassi e marcati… ed inizia una piacevole conversazione che continuerà in treno, nella nostra destinazione in comune, in un elegante bar all’aperto, fin quando accennata la sera per evitare di beccare “brutti ceffi” in treno e sorpreso dal passar repentino del tempo, con 4 ore di anticipo a Cenerentola, scappo.

Fatalità vorrà che presi entrambi dalla piacevolissima conversazione ci si dimentica di scambiarci i numeri di cellulare, e che nei giorni successivi sarò talmente tanto occupato dallo “scodarmi proprio di lei”, generalmente sono alquanto misterioso e non divulgo “miei dati sensibili” ma lei deve essersi ricordata di averle accennato ad un mio futuro esame, di quelli a scelta e poco frequentati. E difatti informazione unita alla mia facoltà universitaria, me la ritrovo nella seduta di esame.

Non è certamente una persona timida, anzi devo comunque prestare attenzione, mi ha tuttavia, presa dal sottoscritto, lasciato un determinato messaggio ed ora il gioco delle parti si aspetta che da ora in poi sia io a fare le future mosse, ma a me, si sa, piace sempre tentar di tendere la corda il più possibile, lasciandola proprio prima che si spezzi.

Ci facciamo un giretto nell’uni, ci sediamo ai tavoli di un bar per iniziare una conversazione che continuerà con una passeggiata in dei vicini giardinetti… proprio quando la conversazione arriverà al culmine e per evitare che incominci col diventar noiosa, faccio passare un provvidenziale ed “invocato” sms di Twitter per un impegno urgente. Volutamente la saluto in maniera repentina allontanandomi senza lasciarle nuovamente il numero di cellulare… Lei lì per lì sembrava quasi frastornata. Ora non potrà rifar quanto già fatto per rincontrarmi, ma non bisogna mai perder la speranza

Io ovviamente ero sicuro che sarei riuscita a rintracciarla, per un semplice motivo: in quella giornata mi aveva detto che possedeva un negozio di intimo in una determinata zona della città e in quella del nostro primo incontro che tutti i giovedì mattina lavorava lì. Facendo 1+1 ed usando Google Maps, Street View e le PagineBianche.it, le faccio recapitare dal mio fioraio di fiducia (compagno liceale) un mazzo di rose arancio col un dato messaggio (che per privacy non pubblico, ma che si riferiva alle mie due fughe) non firmato ma col mio solo numero di telefonino.

Da lì in poi risponderò al cellulare verso numeri non presenti in rubrica, con un’espressione simile alla seguente “com’erano le rose?” quasi a farlo apposta nella prime 4/5 telefonate non era lei… ed alla sua domanda “come facevi a sapere che ero io?” le rispondo a tono.

Mah, spesso perdo tempo nella conquista quasi come già sapessi che il dopo è particolarmente noioso… e privo di libertà, sentirsi in qualche modo vincolati equivale a non tenere tanto a quella determinata persona con conseguente chiusura del rapporto. Non mi gioverebbe certo protrarre nel tempo un rapporto alla “sarà atrofizzato“.

Dì lì si approfondirà la nostra conoscenza  e ne trarrò una sorta di scheda personale, un po’ come si fa a scuola, con le pagelle (da 1 a 10):

Fisico : 8 ; ottimo rapporto peso/forma, tratto amabile, aspetto molto curato e trendy.
Fascino : 5 ; manca dei giusti spirito e carisma.
Carattere : 6 ; nella media... con i suoi pregi e difetti
Comunicazione : 8 ; ottima interlocutrice.
Affinità : 6 ; tutto sommato ok.
Sesso : 4 ; già dal modo sul come baciava dovevo percepirlo... spesso imbranata.

La conoscenza prosegue per un paio di settimane, si inizia un rapporto, stiamo insieme ma nulla di più, poca ufficialità. C’è qualcosa di lei che non mi convince, il mio istinto è infallibile e mi suggerisce di stare all’erta.

E’ evidente che lei è molto presa dal sottoscritto anche se si sforza di non lasciarlo a vedere, ma si sa nelle donne bisogna vedere ciò che fanno piuttosto che ciò che dicono, anche se oramai credo di aver raggiunto un grado di esperienza tale da accorgermi se una donna è interessata a me guardandola negli occhi, quasi lo percepisco a pelle… il mio istinto sembra quasi leggere nel pensiero altrui e comunicarmi tramite stimoli chimici il risultato della consultazione. E’ una strana sensazione che mi impedisce di spingermi oltre un determinato limite, ma di cui mi “fido” e di fatti arriverà “il colpo“, proprio quando all’infatuazione estetica incominciava a seguire un qualcosa di più spirituale, arriva una sconcertante rivelazione, che lì per lì mi lascia fondamentalmente basito, “sono una ragazza madre [...] ho un bambino di due anni [...] voglio una storia seria [...] mi piaceresti come compagno [...] “.

La mia fortuna fu che me lo disse di mattina ed avevo gli occhiali da sole, si sa gli occhi sono lo specchio dell’anima e possono tradire.

Potevo prender tempo adducendo immancabilmente come giustificazione un momentaneo stupore che non mi avrebbe permesso di ragionare, ma lì per lì le circostanze mi chiedevano di essere diretto, e lo sono stato “Sono giovane [...] non ho alcuna voglia [...] non posso avere vincoli del genere [...] continuare una storia dove potrei avere remore a lasciarti [...] sarei condizionato e non libero [...] … [...].

Lei mentre parlavo mi fissava come se già conoscesse la mia risposta, ma ciò non la turbava anzi… aveva la stessa sicurezza di chi conosce il proprio futuro ed è perciò in grado di dominarlo… “Voglio una storia seria ma non dobbiamo necessariamente avere un futuro comune [...] o limitarti [...] lui fa parte di me [...] accettarlo significa accettare me [...] è una prerogativa essenziale senza la quale non sarei me stessa [...] non ho capito se ha dei pregiudizi o hai solo paura [...] … [...] a me interessa solo che tu lo sappia [...] era per me un dovere [...] e che la senta di continuare [...] ma senza pensare al futuro [...] … [...].

[continua]